lunedì 8 novembre 2010

Stanchezza Internazionale

Internazionale, non è mai stata tenera con Cuba.

Quasi sempre predilige tradurre e pubblicare articoli che descrivono l'isola come un inferno governato da terribili tiranni.

Setttimanalmente pubblica un post tratto dal blog di Yoani Sanchez, la non del tutto attendibile bloguera controrivoluzionaria cubana.

Posizioni criticabili, soprattutto perché non lasciano spazio al dibattito su quello che avviene realmente a Cuba.
Ma del tutto legittime: ognuno sul suo giornale ha il diritto di pubblicare quello che vuole.

Quello capitato nel numero di venerdì scorso però, è davvero... curioso.

A pagina 50 si legge: "Sulle note di Calle 13". Un articolo sui Calle 13, la band militante portoricana che sta spopolando in Sud America.

E' una traduzione di La fokin izquierda. Trece escenas con Calle 13, uscito a ottobre sul mensile messicano Gatopardo.

Tra le altre cose l'articolo parla di Reinaldo Pérez, padre di René, il cantante.

Racconta alcuni episodi legati alla sua militanza rivoluzionaria. Come l'amicizia con Ortega, conosciuto negli anni '80 in Nicaragua durante la rivoluzione sandinista.

Anche Muñiz Varela era amico di Rinaldo.

René quando va a suonare nella tribuna antimperialista di Cuba indossa una maglietta dove c'è stampato il suo volto.

Muñiz Varela è un cubano ucciso nel 1970.

Nell'articolo il suo assassinio viene rissunto così:

El crimen de Muñiz Varela, considerado “mártir de los emigrantes cubanos”, fue realizado de acuerdo con los servicios de inteligencia del gobierno de Fidel Castro, por el grupo terrorista Omega-7, por el cual pasaron criminales cubanoamericanos como Orlando Bosch y Luis Posada Carriles, autor intelectual confeso de un atentado el 6 de octubre de 1976 contra una aeronave de Cubana de Aviación que volaba de Venezuela a la isla, con 73 pasajeros que murieron a causa del ataque, impune hasta la fecha. Según la inteligencia cubana, la razón del asesinato de Muñiz fue su papel de mediador entre los emigrantes cubanos y la isla, por medio de la empresa Viajes Varadero y de una brigada que llevaba el nombre de Antonio Maceo.

Un periodo che su Internazionale viene tradotto in questo modo:

L'assassinio di Muñiz Varela, considerato il "martire degli emigrati cubani", è stato organizzato - in collaborazione con i servizi di intelligence del governo di Fidel Castro - dal gruppo terroristico Omega-7, di cui hanno fatto parte diversi criminali cubanoamericani come Orlando Bosh e Luis Posada Carriles. Carriles è stato il responsabile dell'attentato del 6 ottobre 1976 contro un aereo della Cubana de Aviación in volo dal Venezuela a Cuba con 73 passeggeri a bordo. L'omicidio di Muñiz Varela è rimasto impunito fino a oggi. Secondo l'intelligence cubana, l'uomo è stato ucciso per il suo ruolo di mediatore tra gli emigrati cubani e l'isola.

Al che ti viene da pensare che 'sta "intelligence" cubana è composta o da gran paraculi o da completi idioti.

Ma come? Contribuiscono ad ammazzarlo, poi indagano e fanno pure ipotesi sul perché è stato ammazzato?

Magari che a Cuba la situazione è molto simile a quella italiana, dove i settori sani dello stato indagano su quelli deviati?

Eppoi, che zozzone e fesso 'sto Fidel, va in giro ad ammazzare la gente con i terroristi che vorrebbero ammazzare lui, e che fanno strage di cubani sugli aerei e nelle strade dell'isola.

Già, perché il gruppo che ha ammazzato Muñiz Varela è composto da esuli cubani anticastristi, gente che a Fidel Castro vorrebbe vederlo letteralmente morto, e con lui tutti i discepoli della Revolución.

Gente che il governo cubano ha sempre accusato di essere coperta dagli Stati Uniti, che ne ostacolano l'arresto e permettono loro di circolare sul suolo statunitense nonostante le stragi commesse (riassunte in un articolo di Granma, la rivista del Partito comunista cubano).

L'assassinio di Muñiz Varela è tra queste.

Secondo Internazionale, Fidel Castro si sarebbe messo d'accordo con i criminali che vorrebbero ammazzarlo per far uccidere Muñiz Varela. Che, tra le altre cose, non era neanche un oppositore, ma lottava per l'indipendenza del Porto Rico dagli Stati Uniti e promuoveva tra gli emigrati cubani il ritorno a Cuba.

Una persona che lo stesso Fidel considera un martire della rivoluzione, al quale ha voluto dedicare alcune scuole.

Perché avrebbe dovuto farlo ammazzare?

Inutile indagare, non c'è un perché. È puro e semplice revisionismo: Varela è stato ucciso dai nemici di Fidel perché era contro gli americani in Porto Rico e collaborava con il governo rivoluzionario cubano.

Non ci sono altre versioni.

Tornando all'articolo sul Gatopardo, c'è scritto:

El crimen de Muñiz Varela, considerado “mártir de los emigrantes cubanos”, fue realizado de acuerdo con los servicios de inteligencia del gobierno de Fidel Castro, por el grupo terrorista Omega-7

"de acuerdo con" i servizi d'intelligence cubani.

E "de acuerdo con" si può tradurre sia come "d'accordo con", come fa la traduttrice di Internazionale, sia come "secondo i".

Se si traducesse con "secondo i", la frase cambierebbe totalmente senso. E ne acquisterebbe pure:

L'assassinio di Muñiz Varela, considerato il "martrire degli emigranti cubani", è stato organizzato - secondo i servizi di intelligence del governo di Fidel Castro - dal gruppo terroristico Omega-7

Cioè: secondo gli agenti segreti cubani ad ammazzare Carlos Muñiz Varela sono stati i loro acerrimi nemici, gli esuli di Miami.

Ciò giustificherebbe anche perché il figlio di Varela sia convinto che gli assassini del padre siano protetti dall'Fbi, come nell'articolo originale, e nella traduzione, si legge poco dopo:

"Un hijo de Muñiz Varela, también llamado Carlos, emprendió hace tres años una nueva lucha para exigir que se castigue a los asesinos de su padre, los cuales, asegura, son protegidos por el fbi"
.

"Tre anni fa uno dei suoi figli, anche lui chiamato Carlos, ha cominciato a battersi per far arrestare gli assassini del padre, che- assicura- sono protetti dall'Fbi"
.

Viene da chiedersi, se si tratta di un banale errore di traduzione o di altro.

Se di errore di traduzione si tratta, la traduttrice e i copy editor di Internazionale dovevano essere davvero molto stanchi: l'una basta fare un giro su google per capire che non è l'ultima arrivata; gli altri, in genere, eccedono in pignoleria.

Forse in loro il frame anticubano è così radicato da far sembrare ovvie frasi senza logica che falsificano la storia.

Spero fortemente che fossero tutti stanchissimi.
Ma mi viene da pensare che stiano andando a scuola di giornalismo da Yoani Sanchez...

5 commenti:

Martina Recchiuti 8 novembre 2010 12:04  

Grazie per la segnalazione. Nessun complotto revisionista, solo un errore di cui ci scusiamo con i lettori (abbiamo frainteso il senso di "de acuerdo"). Nel prossimo numero pubblicheremo una correzione.

Federico Simonetti 8 novembre 2010 12:48  

Beh, Internazionale fa sempre un ottimo lavoro, va detto. La linea politica del giornale non è sempre condivisibile (così come non è sempre condivisibile la linea del Courier International francese da cui prende le mosse) ma stiamo attenti al dietrologismo, non ci fa bene. Cerchiamo di essere, sempre, materialisti e badare alla realtà materiale più che alle presunte essenze.
Ti ringrazio per la segnalazione con l'immenso affetto e la stima di sempre.

punco 8 novembre 2010 20:01  

@Martina @Federico

Non credo in dietrologie o complotti.

Sono convinto che si è trattato esclusivamente di "falsi amici".

Sia nel tradurre "de acuerdo con", sia nel tradurre Yoani Sanchez. :-D

Filippo Argenti,  15 novembre 2010 00:04  

Fraintendere il senso di "de acuerdo" in quella frase significa non avere la più pallida idea dell'argomento che si stava trattando e sinceramente questo, da un punto di vista giornalistico, è forse più grave che l'aver ordito un complotto.

punco 22 novembre 2010 11:09  

@Filippo Argenti

Non credo che a Internazionale non conoscano gli argomenti di cui parlano, anche perché di Cuba parlano spesso.

Come ho scritto nel post penso che abbiano un forte pregiudizio anticubano. Un frame così radicato da far sembrare ovvie anche frasi senza senso.

Hai presente quelli (troppi) che quando incrociano uno zingaro portano automaticamente la mano al portafogli? Ecco, qualcosa di molto simile.

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